Impossibile non riconoscerlo già da lontano: il profilo di Costigliole d’Asti, con il suo grande castello in cima alla collina, rivela l’identità di un borgo ricco di storia e di bellezza. A rendere la vista ancora più affascinante, nelle giornate di cielo terso, ci pensano le Alpi che si stagliano sullo sfondo.
Il Castello di Costigliole d’Asti: la storia
Le prime notizie del Castello di Costigliole d’Asti risalgono al 1061, quando il maniero era sotto il controllo di Bonifacio del Vasto. Durante il Medioevo la roccaforte fu poi al centro di diverse dispute tra guelfi e ghibellini, fino a essere occupato dalla famiglia Asinari, che apportò diverse modifiche nel corso degli anni.

Verso la metà dell’Ottocento, divenne dimora di Virginia Oldoini, nota come Contessa di Castiglione e moglie di Francesco Verasis, considerata una delle prime agenti segrete italiane. La contessa era, infatti, cugina di Camillo Benso Conte di Cavour e ricoprì un ruolo importante nel corso del Risorgimento, influenzando, con le sue attività di spionaggio, gli eventi internazionali dell’epoca.
Attualmente, l’ala nord del castello è di proprietà comunale, mentre la parte sud appartiene agli eredi della famiglia Medici del Vascello.
All’interno del castello ha anche sede l’Associazione ICIF (Italian Culinary Institute for Foreigners), organizzazione attiva nella promozione dell’enogastronomia italiana nel mondo e, in particolare, in Cina.

Visitare il Castello di Costigliole d’Asti
Il Castello di Costigliole è parte del circuito Castelli Aperti, che valorizza e promuove l’apertura al pubblico di castelli e dimore storiche del patrimonio piemontese. Per visitarlo, si consiglia di consultare il sito web dell’Associazione.
Cosa vedere a Costigliole d’Asti
Un secondo castello, posto su una collina a sud di Costigliole, cattura l’attenzione: è il Castello di Burio, altra testimonianza del passato, risalente al periodo medievale. A oggi, purtroppo, il castello non è visitabile, ma La Rocca di Costigliole d’Asti, ovvero il nucleo centrale del borgo, conserva molti tesori architettonici e artistici da scoprire.
Anche qui, le tracce del Medioevo continuano a vivere negli stretti vicoli che conducono fino in cima alla collina, mentre i palazzi nobiliari che si incontrano lungo il percorso custodiscono tesori dei secoli successivi.

Nella Rocca sorge la Chiesa della Confraternita di San Gerolamo, con il suo campanile in stile neobarocco e la pala dell’altare raffigurante l’estasi di San Gerolamo eseguita da Giuseppe Antonio Petrini nel 1711. Al suo interno si trova il Museo di Arte Sacra della comunità costigliolese.
A breve distanza si incontra poi la Confraternita della Misericordia, con il suo grande coro in marmo bianco di Carrara risalente alla prima metà dell’Ottocento. Degna di nota è anche la Parrocchia di Nostra Donna di Loreto, risalente al 1812, con le sue navate affrescate.
Di particolare pregio è la pala della Vergine di Loreto del 1720, ad opera di Prospero Clori, allievo di Sebastiano Conca. Il grande crocifisso è dell’intagliatore torinese Giuseppe Borio, mentre l’organo risalente al 1823 è di Carlo Bossi e conta circa duemila canne.
Cosa vedere nei dintorni di Costigliole d’Asti: Bricco Lù e Il Sentiero della Barbera
Se già Costigliole d’Asti è particolarmente panoramico, è in località Bricco Lù che il paesaggio collinare dà il meglio di sé.
Si racconta che proprio qui un giovane del posto, Cocco, strinse un patto con il Demonio, per ottenere l’amore di una fanciulla, Gentucca. Il padre della ragazza, infatti, inviò tutti i giovani del luogo a recarsi alla fiera di San Lorenzo con il più bel carro e la più bella coppia di buoi, per vincere la mano di Gentucca.
Cocco ottenne dal Diavolo un carro dorato, con buoi bardati d’oro. In cambio, alla sua morte avrebbe dovuto abitare in fondo al pozzo spalancato ai piedi del demonio e ogni notte per mille anni fare cento giri intorno alla spianata di Lù.

Il Demonio gli consegnò un pungolo d’oro che avrebbe dovuto, trascorsi i mille anni, restituire insieme al resto, tutto in perfetto ordine.
Cocco si recò alla Fiera e vinse la competizione, ma, appena rincasato, si accorse di aver perso il pungolo d’oro. Per lo spavento, morì nell’arco di tre giorni e si narra che la sua anima vaghi ancora per la valle di San Lorenzo.
Se questa storia è solo frutto di fantasia, lo stesso non si può dire per lo splendido panorama che si apre di fronte a Bricco Lù, rendendo questa località una tappa imperdibile.
Il Sentiero della Barbera è invece un itinerario che si snoda tra vigneti e antiche pievi e che permette di conoscere a ritmo lento i dintorni di Costigliole d’Asti. La Barbera è inoltre protagonista di un appuntamento che si rinnova ogni anno, Rosso Barbera, dedicato al vino amato in tutto il mondo.
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