Da fabbrica di cemento a polo multifunzionale dedicato all’ospitalità, allo sport e alla scoperta del territorio: è l’evoluzione vissuta dall’ex area industriale della Cementi Alta Italia, di proprietà della famiglia Buzzi, che oggi è rinata nei panni del “Gabanon – Monferrato Urban Camp”.
Dopo l’apertura dei campi da padel, inaugurati lo scorso anno, è stata la volta dell’ostello, ufficialmente aperto a partire dal mese di agosto: uno spazio con ampie aree comuni, per la condivisione e la convivialità, che conserva l’estetica industriale per metterla in dialogo con materiali naturali e un approccio green.

Anche la scelta dei colori rivela l’identità della struttura: il bianco delle pareti incontra i toni del rosso e del marrone, che richiamano il mondo industriale e che ben si accompagnano ai toni naturali del mattone e della pietra da cantoni, lasciati a vista in alcuni punti.
Un sogno coltivato da tre generazioni
Gabanon è la concretizzazione di un sogno già germogliato in Sandro Buzzi, che ha guidato l’evoluzione dell’azienda di famiglia in una multinazionale, e portato avanti oggi dalle nipoti Luisa, Laura e Margherita.

“Abbiamo voluto dare vita a un progetto che valorizzasse la memoria industriale del territorio, trasformandola in risorsa. Il passato non viene rimosso, ma reinterpretato con funzioni e linguaggi contemporanei. Cemento, fabbrica, identità produttiva si integrano con il presente, contribuendo a raccontare una nuova storia fatta di comunità e accoglienza”, racconta Margherita Buzzi, responsabile del design della struttura.
Così, accanto agli elementi più moderni, convivono alcuni antichi forni verticali e un mulino, che rendono la struttura un museo a cielo aperto.

Un luogo di aggregazione e inclusione
Scegliendo la formula dell’ostello (inteso secondo l’accezione internazionale come luogo di accoglienza strutturato con ampi spazi comuni per favorire l’incontro e il dialogo), la famiglia Buzzi ha voluto restituire l’ex area industriale alla comunità, così come a viaggiatori e sportivi.
All’interno della struttura si trova un dormitorio con 7 posti letto e 2 bagni, e 6 camere private, con una cucina in condivisione.
Oltre alle camere e ai campi da padel, realizzati non solo per gli ospiti dell’ostello ma per tutti, infatti, aprirà prossimamente un bar – bistrot, anch’esso aperto al pubblico, mentre la presenza di una ciclofficina interna ha permesso alla struttura di entrare a far parte del circuito internazionale dei “bike hostel” (ostelli pensati per accogliere chi si sposta in bicicletta, particolarmente apprezzati dai turisti europei).

Non manca poi la possibilità di esplorare il territorio attraverso Gabanon Rides, il servizio di noleggio e-bike che offre anche la possibilità di partecipare a tour con guida escursionistica.
In virtù di questa visione, gli spazi sono stati progettati in modo tale da abbattere ogni barriera architettonica e la struttura si inserisce armonicamente nel paesaggio circostante, con le finestre affacciate a nord sul Parco Eternot e a sud sul nuovo giardino interno, con più di 50 nuovi alberi.
Sono inoltre in programma eventi e collaborazioni culturali con diverse realtà del territorio, per fare di Gabanon uno spazio aperto a idee, relazioni e iniziative condivise.
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