Mostra “Stones – Architettura dell’effimero” al Forte di Gavi

Categoria: Arte&cultura
Non poteva esserci luogo monferrino più adatto del Forte di Gavi per una mostra dedicata alla vita e al lavoro dei cavatori toscani. La fortezza, infatti, è una perfetta testimonianza della relazione tra l’ingegno umano e la pietra: visitando il …
REDAZIONE

Non poteva esserci luogo monferrino più adatto del Forte di Gavi per una mostra dedicata alla vita e al lavoro dei cavatori toscani. La fortezza, infatti, è una perfetta testimonianza della relazione tra l’ingegno umano e la pietra: visitando il forte, ci si potrà accorgere del fatto che in diverse parti la struttura si fonde direttamente con la roccia arenaria che la ospita.

“STONES Architetture dell’effimero | Uomini di pietra” è un progetto fotografico/installativo di Sara Protti, in dialogo con un’installazione monumentale dell’artista Raffaele Salvoldi, in mostra presso il Forte di Gavi fino a domenica 28 settembre.

I mille volti della pietra, tra duro lavoro e fragile bellezza

L’esposizione invita a compiere un viaggio, suggestivo e simbiotico, che approfondisce la vita e il lavoro dei cavatori toscani attivi nel cuore del Monte Crocchia, scandita dalla fatica, dal ritmo della montagna e dalla polvere di marmo.

Le fotografie di Sara Protti, fotografa e regista cinematografica, mostrano la loro arte e la montagna abitata durante il giorno, con la distesa di nuvole che abbraccia la pietra e l’acqua che la invade, mentre l’imponente installazione site-specific di Raffaele Salvoldi (artista e direttore di fotografia) alta circa 5 metri e realizzata con blocchetti derivati da scarti di lavorazione del marmo di Carrara, invita a una riflessione poetica sulla fragilità della bellezza e sulla necessità di custodirla, in un parallelismo che lega l’arte all’architettura e la natura alle relazioni umane.

Forte di Gavi visite guidate

Il Forte di Gavi

Le prime notizie riguardo al Forte risalgono al 973, quando nel sito dell’attuale fortezza si trovava un castello medievale. Da allora, la struttura è stata più volte rimaneggiata, mantenendo però sempre un ruolo difensivo, facilitato dalla posizione arroccata sull’alta collina.

Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, divenne un campo di prigionia, dove vennero rinchiusi prigionieri austro-ungarici e, successivamente, anche militari alleati. Oggi il Forte di Gavi è un museo da visitare e uno dei più importanti siti storici del Piemonte, e la sua posizione regala una vista panoramica incredibile sul territorio circostante.

Scopri il Forte di Gavi

Visitare il Forte e la mostra

L’esposizione può essere visitata fino a domenica 28 settembre, nei giorni e negli orari di apertura del Forte di Gavi. L’ingresso è incluso nel biglietto per la visita al forte. Per le visite durante la prima domenica di settembre a ingresso gratuito è obbligatoria la prenotazione, mentre resta fortemente consigliata nelle altre giornate di apertura.

È possibile consultare giorni e orari di apertura e tariffe d’ingresso a questo link.

 

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