Sostenibilità in cantina: l’evoluzione di Tenuta Genevrina

Categoria: Food&wine
L’identità di una cantina non si esprime soltanto attraverso la qualità del vino che nasce dai suoi filari, ma anche attraverso molte altre scelte. Ad esempio, come progettare gli spazi di lavoro e quelli dedicati all’accoglienza, come costruirli, quali materiali utilizzare, …
REDAZIONE

L’identità di una cantina non si esprime soltanto attraverso la qualità del vino che nasce dai suoi filari, ma anche attraverso molte altre scelte.

Ad esempio, come progettare gli spazi di lavoro e quelli dedicati all’accoglienza, come costruirli, quali materiali utilizzare, quanta energia servirà domani e come fare in modo di lavorare al meglio riducendo al minimo l’impatto ambientale.

Da tutte queste riflessioni sta prendendo forma la nuova Tenuta Genevrina, a Ozzano Monferrato: un progetto che valorizza un’antica cascina e le dà nuova vita, mettendo al centro integrazione nel paesaggio ed efficienza, già dal cantiere.

luca Vogliotti tenuta genevrina Ozzano Monferrato

Una cantina sotterranea: la terra come “climatizzatore” naturale

Una cantina completamente integrata nell’ambiente circostante, in modo letterale: l’area della vinificazione, infatti, sarà completamente sottoterra, mentre i locali dedicati alle degustazioni e all’ospitalità, realizzati nella parte emersa della cantina, saranno sormontati da un tetto verde.

La cantina ipogea è una scelta che permette non solo di fare in modo che l’intera struttura si inserisca in modo armonico nel paesaggio circostante, ma permette anche di sfruttare la stabilità termica naturale del terreno.

In pratica significa:

  • temperature più costanti
  • minor bisogno di raffrescamento/riscaldamento
  • quindi meno energia per gestire gli ambienti di lavoro.

A rafforzare questa logica c’è anche un ulteriore dettaglio progettuale: l’unica apertura è orientata a nord, per ridurre l’irraggiamento e contribuire alla tenuta termica.

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Il tetto verde e l’impatto visivo: quando l’architettura “sparisce” nel paesaggio

Il Monferrato è fatto di linee morbide e orizzonti aperti. E quando si costruisce qui, il punto non è solo aggiungere un edificio: è farlo senza rompere l’equilibrio.

Per questo, nel progetto di Tenuta Genevrina compare un elemento chiave: il tetto verde, pensato per integrare il volume nel contesto e accompagnare l’idea di una cantina che rimane discreta, quasi nascosta.

Un cantiere “circolare”: recupero delle macerie ed efficienza energetica

Le buone pratiche di sostenibilità fanno parte della cantina sin dalle prime fasi dei lavori in cantiere, a partire dalla scelta di realizzare una struttura con prevalenza di legno, per privilegiare un materiale sostenibile e rinnovabile.

Anche le macerie della demolizione vengono portate a nuova vita: una volta frantumate, vengono infatti utilizzate per realizzare le fondamenta dell’ampio parcheggio e favorire il corretto drenaggio dell’acqua.

Il tetto della cantina ospiterà inoltre un impianto fotovoltaico da 45 kW. La struttura sarà inoltre dotata di una cisterna da 60.000 litri per il recupero dell’acqua piovana, destinata all’irrigazione delle aree verdi.

Anche il capannone agricolo è pensato in ottica di massimizzare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale, grazie alla sua copertura in una speciale lega di zinco e titanio che permette di riflettere la luce solare e di “mimetizzare” il magazzino con il cielo.

Abbinamenti insoliti: idee “fuori copione” con i vini di Tenuta Genevrina

Lo spirito innovativo, dunque, è nel DNA di Tenuta Genevrina e non può che riflettersi anche nei vini e nel modo di degustarli.

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Zénit: una scommessa ereditata e vinta

Ne è un esempio Zénit, un vino ottenuto da uve Merlot nato come una vera e propria scommessa. Lo racconta Luca Vogliotti, giovane titolare di Tenuta Genevrina: “Si tratta di un vitigno un po’ particolare per il nostro territorio, che abbiamo ereditato dal precedente proprietario di Tenuta Genevrina. Come lui, ci abbiamo subito creduto: infatti siamo stati i primi a vinificarlo, a partire dalle uve che lui aveva piantato, portando avanti questo suo sogno”.

Scopri Zénit

Anticonformista, la Bonarda audace da abbinare alla selvaggina

Lo sguardo innovativo e anticonformista di Tenuta Genevrina si manifesta anche negli abbinamenti più inusuali, consigliati per stupirsi e per stupire.

E “Anticonformista” non è un termine scelto a caso: è il nome della Bonarda di Tenuta Genevrina. Una Bonarda ferma, “strong”, pensata per piatti strutturati e saporiti. L’idea è uscire dall’immaginario della Bonarda semplice e immediata, leggera e frizzantina, per scoprire un vino dal carattere più deciso, da gustare, come si farebbe con una buona Barbera, in abbinamento alla selvaggina.

Scopri la Bonarda Anticonformista

Grignolino “Curioso” e sushi

Infine un’accoppiata che sorprende, ma che ha una logica chiarissima: “Curioso” è un grignolino con tannino delicato e spiccate note di frutta rossa. Il consiglio è servirlo a 12–14°C, per coglierne tutte le sfumature. La sua freschezza lo rende il compagno ideale per il sushi e i piatti di pesce.

Scopri il Grignolino Curioso

Tenuta Genevrina sta evolvendo in un luogo pensato per integrarsi nel paesaggio del Monferrato e per lavorare in modo più efficiente, dalla gestione dell’energia al recupero dell’acqua, fino alle scelte di materiali e di cantiere.

Una sostenibilità concreta, che nasce prima ancora delle bottiglie e che racconta una visione precisa. E mentre il progetto prende forma, i vini invitano già a sperimentare: abbinamenti fuori copione, curiosità nel calice e un modo nuovo di vivere la degustazione.

Esplora tutti i vini di Tenuta Genevrina

 

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